Nature in tempesta
Un
fiume in piena, un uragano dentro e fuori,
un
tuono, la natura che si sfoga e
serpeggiando
un fulmine qua e la si agita e ci agita.
Una
liberazione, un’emozione troppo grande
per
essere descritta mediante queste parole e
troppo
forte per mettere paura; chi ha paura muore,
chi
vive della forza naturale ne gioisce alla sola vista.
Attraversare
con quattro pneumatici la pioggia che scende
e
un fiume che sotto scorre, fa un leggero,
piacevole
attrito e sprizza dai lati una forza.
Collocazione
perfetta, inarrestabile sensazione liberatoria,
tendenzialmente
ascetica, meditativa,
una
catarsi simbiotica di natura arrabbiata e uomo,
in
un palpitante desiderio di trovare
la
pace dentro la fusione completa e fisica di corpo e anima,
compenetrati
da una passione intrinseca, sviluppata, serena,
accavallata
voglia di vivere intensamente
al
limite del brivido della follia mista a desiderio temerario
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di
elevarsi oltre il suolo, oltre il suono tonfante
di
un cuore palpitante, senza la benché minima traccia
di
tenebrosi addii inesistenti, immaginarie linee dell’orizzonte,
rafforzati
da piogge sempre più fertili sentimenti
che
tagliano ogni confine del mondo visibile e tangibile
e
esplodono di tuoni e di lampi seghettati, proiettati
in
un blu profondo nero cielo, istantaneamente
illuminato e
fissato
indelebilmente in ogni dentro te e me,
forgiando
elettricamente il noi, indissolubile desiderio cosmico
di
una fusione predestinata da secoli, pervasa dalla più lunga delle attese
finalmente
espletata: la natura si ritrae, il vento asciuga ogni ferita.
Muu
- agosto 1994 |