Storia di Peschici   

Chi, giungendo alla Torre Saracena detta “Monte Pucci”, non si sofferma a contemplare estasiato quello spettacolo della natura che è il costone roccioso sul quale si adagia Peschici? Se lo sguardo cade poi sul mare e sulla costa sottostante, la visione appare nella sua completezza. Ebbene sì, anche se l’uomo ostinatamente deturpa e degrada con il suo intervento il paesaggio naturale, non può sconvolgere del tutto una bellezza ormai millenaria. Peschici sorge su una rupe a 90 metri sul livello del mare, già dal 970 d.C., quando Sueripolo, duce degli Schiavoni, chiamato dall’imperatore Ottone I di Sassonia a difendere i territori del Gargano (soprattutto la Grotta di S. Michele Arcangelo sul monte che reca il medesimo nome), ricevette in premio, per aver scacciato gli invasori, i territori dove poi sorsero le “colonie” di Vico e Peschici. L’etimologia dello stesso nome ha la radice slava “pesk” che, tra gli altri, significa “sabbia fine”. La storia di Peschici è strettamente connessa con quella di Monte Sant’Angelo, perché faceva parte dell’“Honor Montis Sancti Angeli”, terrimento assai prestigioso, che passò dalle mani Sveve, a quelle Angioine e Aragonesi, perché la Grotta di San Michele Arcangelo sul Monte è la terza meta di pellegrinaggio, dopo Gerusalemme e Santiago di Compostella. Sul percorso della via sacra detta “Via Langobardorum” viene inserita anche un’altra tappa e cioè l’Abbazia di Calena, sita a 2 chilometri da Peschici, che vanta anch’essa antiche origini (870 d.C.). Attualmente è proprietà privata, ma la felice posizione geografica, in un’estesa pianura verdeggiante e l’assenza di interventi in muratura, ne ha conservato il fascino. Chi giunge a Peschici deve “obbligatoriamente” entrare nel centro storico dalla “Porta del Ponte”, attigua alla Torre Imperiale, che è stata abitata nel 1500 (come appare nel registro parrocchiale dei battezzati) da un comandante di guarnigione. Le stradine del borgo antico si snodano come “origami” di una “casbah” orientale, tutte contenute in mura fortificate, intervallate da torrette di avvistamento. Favoloso è il panorama che si gode dal Belvedere del Recinto baronale che, nelle sere limpide, permette di distinguere il gruppo dei monti abruzzesi della Maiella e del Gran Sasso. Due le chiese ubicate nel centro storico: la prima, quella matrice, dedicata al profeta Elia, protettore di Peschici, e l’altra, detta del “Purgatorio”. Le origini di entrambe risalgono al XIV secolo circa. Il “tour” del borgo medioevale si completa con la visita ai negozietti artigianali che offrono prodotti vari, dalle ceramiche artigianali, ai souvenir, ai dolci, ai gelati, all’olio d’oliva, e infine l’assaggio di ricette tipiche nei ristoranti che si incontrano nelle viuzze del centro storico.

Grazia Silvestri

Torre Saracena

Costone di Peschici

Mare

Peschici

L'ingresso del centro storico

Area Geografica

Una delle spiagge

Calena (particolare)

 Il Castello

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